Zombies in Miami

È il progetto live di Jenice Estefanhie e Cany Asylum.
Il duo messicano di casa Correspondant porta a termine il suo tour europeo proprio qui al Fienga Village Festival, nella serata di chiusura dell’edizione 2015.
Oramai alla ribalta in Europa come in Sud America, si presentano qui al Castello del Parco Fienga con una serie interminabile di uscite e tanti progetti futuri.
Non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di coinvolgerli il più possibile e così li abbiamo fotografati e intervistati così da aprirci ancora un po’ di più verso la conoscenza della musica, del suo mercato e dei suoi protagonisti.

Come nasce il progetto Zombies in Miami, e soprattutto, perché la scelta di questo nome?
Il progetto è nato pochi mesi dopo aver cominciato a frequentarci, entrambi amiamo la musica e avere una relazione è parte della magia. Il nome deriva da una canzone che abbiamo composto tanto tempo fa che si chiamava proprio Zombies in Miami, è stata un successo per noi e il nome ci piaceva tanto.

Come da tradizione messicana, sono tantissimi i vostri riferimenti al mondo dell’aldilà. Quali sono le vostre influenze, cosa ascoltano Canibal e Jenice.
We like lot of things! We are influenced by shadows and darkness haha!

Dopo numerosissime uscite su etichette importantissime come la Correspondant di Jennifer Cardini, la leggendaria Bed Rock di John Digweed, passando per la Còmeme e la Kompakt, quali sono le vostre sensazioni riguardo all’attuale mercato musicale internazionale?
Il mercato sta crescendo molto e ci sono tanti nuovi artisti che si stanno facendo conoscere. È molto bello che il mercato stia dando a tutti l’opportunità di mandare la propria demo e condividere quello che hanno da offrire. È un po’ quello che è successo a noi.

Dopo aver girato i più importanti centri europei quali differenze avete notato fra i club europei e quelli di casa vostra?
Crediamo che in Europa la gente frequenti i club per ascoltare e scoprire nuova musica, i club danno molta importanza agli artisti: la nostra direzione, l’audio, è tutto molto professionale, e il pubblico lo percepisce. In Messico è più o meno la stessa cosa ma andare nei club significa anche ubriacarsi e inoltre molti club sono un po’ snob verso l’idea di far ballare le persone. Ma quello che veramente amiamo del Messico è il pubblico, loro sono davvero molto affezionati all’artista.

Questa è la vostra ultima notte del tour, domani si ritorna in Messico. Vi siete esibiti con artisti del calibro di Roman Flügel, DJ Koze e Axel Boman. Che portate con voi a casa di questo lungo e intenso viaggio europeo?
Torniamo a casa con un sacco di buoni amici, ricordi, musica ed esperienze che ci accompagneranno ogni giorno e ci ricorderanno che questo è quello che amiamo fare. Oltre alla preparazione e umiltà che fa di questi nomi dei grandi artisti.

I ragazzi del Fienga Village Festival hanno creduto in voi e vi hanno fortemente voluto qui per la chiusura. Che ne pensate di questo festival e di questo castello, sono davvero così magici?
Vi ringraziamo davvero tanto ragazzi, abbiamo amato il Fienga Village Festival e ci siamo divertiti a suonare in questo magico castello. È una location fantastica, accompagna la musica e l’insieme crea un’esperienza davvero epica.

Oltre al vostro imminente nuovo Ep BLACK PURPLE su Correspondant, quali sono i vostri programmi, le vostre prossime mosse?
Dopo il nostro EP per la Correspondant, stiamo per uscire con un EP per Love on the Rocks, un’etichetta di Berlino della nostra cara amica Paramida. Abbiamo proprio voglia di andare nel nostro studio in Messico e lavorare un sacco al nostro nuovo album.

credits
parole di Silvio Di Monaco
fotografia in collaborazione con Enrico Coppola

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